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Valli a prendere

Un attore di prosa cuspidato accuratamente verso la prima decade, ancora legato al mondo analogico e al teatro del passato, che osserva la società dello smartphone tipica della democrazia liquida dove il teatro è l’ultima ruota del carro. Totale è l’annullamento dell’emotività. L’attore evoca questo disagio dicotomico fotografando situazioni, evocando paure, scaturendo risate. Narrando storie. Elargendo aneddoti. Leggendo poesie. Un Romeo troppo conservatore. Un Amleto punk. Un Otello razzista. I patemi dell’amore non corrisposto. Provini basati sul sopruso variegato al giudizio. Tutto. Ogni spettacolo è retto unicamente dall’elemento umano in scena. Dall’attore che senza l’ausilio di nulla entra ed esce dalle storie interagendo col pubblico. L’interazione è continua, spesso cercata. Quasi che si potrebbe ribaltare copernicamente il ruolo sulla scena. No esigenze audio o video. Piazzato bianco su quintatura nera.

In copertina: Illustrazione di Leonardo Spina

Additional information

Autore

Giovanbartolo Botta

Genere

Teatro, racconti brevi

Anno

2015

ISBN

978-88-98149-16-2

Numero di pagine

237

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9 reviews for Valli a prendere

  1. Luca Ferrero

    Valli a prendere è un libro divertente ma anche tanto intelligente. Non tutti i pezzi sono belli, forse ci sono troppi riempitivi… però il punto di vista dell’autore emerge bene. Lo consiglio a chi vuole fare una lettura diversa.

  2. Valerio Carbone

    Un’immensa boutade dall’alta vocazione artistica!

  3. Daniele Deirossi

    Bello e divertente. Un libro diverso dai soliti che si trovano sugli scaffali delle librerie. Secondo me vale la pena. Lo consiglio!

  4. Roncaccia Serena

    Conoscevo Giovan Bartolo Botta come attore e autore teatrale. Ho visto il suo spettacolo sull’Antigone qualche anno fa a Roma a San Lorenzo… poi mi è capitato di rincontrarlo che presentava il suo libro di racconti e poesie. L’ho acquistato perché Bartolo è sinonimo di qualità!

  5. Antonietta Di Carmelo

    Esplosivo e divertente. Tanti riferimenti e una capacità di mettere insieme parole davvero invidiabile. Giudizio positivo il mio.

  6. Flavio Carlini

    Il libro riesce a colpire e a commuovere: colpisce nella forza esplosiva dei racconti surreali che mette in scena; commuove nella bellezza di versi incisivi e sorprendentemente emozionanti. Non emerge un solo tipo di protagonista, bensì punti di vista diversi che si ritrovano, appaiandosi, sullo sfondo deprecabile di una sospirata solitudine artistica. La prima persona si alterna alla terza seguendo le esigenze del racconto o della poesia di turno. Anche il registro utilizzato da Giovan Bartolo Botta viene modulato rispetto alle situazioni ma sa far ridere quando vuole divertire e sa far pensare laddove è richiesta la riflessione.

  7. Patrizia Conte

    Un libro curioso e strano. Ci sono talmente tante cose che sembra dover straboccare da un momento all’altro… Non ho mai letto un libro così e devo dire che mi ha lasciato all’inizio di stucco e poi mi ha conquistata. Una vera rivoluzione letteraria (per riprendere la frase della quarta di copertina). Ci vuole coraggio a pubblicare un libro così.

  8. Francesca Amadei

    Ho conosciuto Giovan Bartolo a un suo spettacolo… è un attore incredibile, bravissimo, divertentissimo ma capace anche di aprirti gli occhi e farti ragionare. Non appena uscito il suo libro ho voluto acquistarlo… e ci ho ritrovato il grande artista che è! Comprate il libro e soprattutto andate a vederlo a teatro. Merita sul serio!

  9. Ambra Mattei

    Non capisco la logica del titolo, né la scelta di suddividere l’opera in sei sezioni (che prendono il nome da principi attivi di altrettanti psicofarmaci). Secondo me il filo conduttore del testo sarebbe dovuto essere soltanto quello del teatro. Peccato per la poca omogeneità dei pezzi inseriti perché il libro rischia di voler dire troppo e confondere chi lo legge.

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